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IL CATASURF... ovvero l’arte del moscone a vela

 

Il catasurf nasce dall’esigienza di windsurfare nei momenti di bonaccia assoluta persistente. Dopo due mesi di assoluta cippa caldo ed afa e giornate interminabili sul lettino da spiaggia a crogiolarsi come polli allo spiedo, ed in balia dei spettegolezzi da spiaggia delle fidanzate, io e Max ISW-701 ci siamo decisi a realizzare il catasurf. L’idea frullava nella mente già da diverso tempo e così mi sono deciso a montare il rig più grande che avevo. Siamo andati nel garage ed abbiamo raccattato un pò di roba fermare la vela sulla coperta del moscone. Non c’era nulla di buono così con un po’ d’inventiva siamo riusciti a farci bastare un dico da flessibile ed una rondella gigante.

 

Versione FREERIDE, vediamo come si monta:

1. Montare il rig completo (vela-albero-boma-prolunga);

2. Prendere il piedino ed inserirlo in uno dei buchi per i piedi del vogatore;

3. Da sotto al moscone inserire il disco del flessibile con il bugno rivolto verso l’alto nel perno del piedino e poi mettere la rondellona ed infine il dado che sarebbe andato nella scasa della tavola da windsurf, ovviamente stringere il tutto;

4. Mettere i remi negli scalmi;

5. Una persona porta il moscone in acqua e lo tiene fermo;

6. Ora il proprietario della vela la prende e la porta sul moscone;

7. Chi teneva fermo il moscone continua a farlo ma in più dovrà inserire la base della vela nel pide;

8. Il proprietario della vela sale sul moscone e si mette in posizione pronto per la guida;

9. Il secondo sale e si mette a poppa per fare in modo che il moscone rimanga leggermente impennato.

10. Ora si cazza la vela e via che si vola!

 

Per usare il catasurf è indispensabile essere in due perché se non si riceve un aiuto c’è il pericolo di distruggere i ferzi della vela sugli scalmi. Da notare che la vela è anche disassata rispetto alla mezzeria longitudianle.

Le manovre si fanno come sul windsurf, per orzare e virare si abbassa la bugna e per poggiare e strambare s’inclina la vela verso la prua. E’ ovvio che i tempi di reazioni ed i raggi di curvatura saranno molto amplificati rispetto a prima.

L’aiutante deve rimanere a poppa perché impennado il moscone si ha un’accellerazione maggiore. Se vogliamo il moscone più rettivo è sufficiente che l’aiutante sposti il peso più a dritta od a sinistra a seconda delle esigenze, a voi la scoperta del corretto trimmaggio.

 

Il catasurf è velocissimo, si può paragonare benissimo ad un catamarano però occorre stare molto attenti a non fare catapulte per non macellare il rig su qualche spigolo pronunciato, ricordate di non avere le straps!

Se finisce il vento ci sono sempre i remi, quindi state tranquilli che si torna sempre a casa.

Il bello di questa invenzione è che si possono portare in giro anche le morose.

 

Versione RACE

E’ già stata progettata la versione race da regata ma purttroppo non abbiamo ancora potuto costruirla perché non c’è nessuno che ci venda un moscone.

La prima versione per i più romantici prevede sempre quello classico e più bello in legno. Invece quello più tecnologico occorrerebbe “prederlo in prestito” (rubarlo) ai bagni di salvataggio. Sì, perché il loro moscone dei bagni è in vetroresina, ultra-leggero rispetto a quello in legno ed ha i gavoni più voluminosi e larghi con la coperta tutta con antisdruciolo. Insomma è fatto per andare veloce!

Questa versione race prevede che siano smontati tutti gli scalmi ed anche il seggiolino, cioè deve diventare flatdeck. La vela è posizionata sull’asse longitudinale e quindi al centro. Nella coperta provvista di antisdruciolo saranno messe anche le straps.

La soluzione flatdeck ha il vataggio che non serve l’aiutante per le manovre alla partenza ed all’arrivo. L’antisdruciolo e le straps permettono di montare vele di metratura maggiori.

 

 

Secondo me la versione race dovrebbe essere una vera e propria bomba anzi un missile, altro che Formula-Windusurf! Quando l’avremo realizzato lanceremo il guanto della sfida per un paragone su acqua. Siete tutti invitati per l’evento, sarà preparata a tal proposito una bella salsicciata con birra fresca sulla spiaggia. Nel frattempo raccogliamo i fondi per l’acquisto del  moscone da brandizzare.

 

Ciao a tutti dalla costa Romagnola.

Magnans ISW-401

 

Da precisare:

Il moscone freeride era di proprietà del padre di Max ISW 701 (Bagno Casadei), la vela era la mia ISW 401. E quindi… Special Thanks to Mr. Benito Casadei (Bagno Casadei)

L’idea e la realizzazione è di tutti e due.

Da ringraziare anche il Sig. xxxx, capo dei b*****i di s*********o che dopo un arduo inseguimento non ci ha fatto nessuna multa. Primo perché eravamo nella zona balneabile, secondo perché ci conoscie da una vita e terzo perché nell’ordinanza non esiste il catasurf e quindi non avrebbe saputo cosa scrivere nella sanzione. In pratica ci è andata di culo anche questa volta!